Ho frequentato negli anni ‘80 la Scuola Libera del Nudo all’Accademia delle Belle Arti di Roma (con la supervisione di Giulio Turcato) e due anni più tardi ha seguito il corso Tracce a via di Torre Argentina, per imparare le tecniche di incisione.
L’attività libera mi ha portato, soprattutto in una prima fase, a privilegiare la rappresentazione di fiori e piante, tanto da farmi pensare che un vaso di fiori fosse sufficiente ad esaurire la mia poetica.
Poi ha cominciato ad interessarmi l’accostamento di morbide forme curvilinee con forme rettilinee, come ad esempio le nuvole ingabbiate in strutture architettoniche, oppure, più tardi, le banconote squadrate che si squarciano sulle montagne.
Anche rappresentare alberi, foglie, angoli di natura con l’acquarello, in veloci sopralluoghi con uno sgabello, ha attirato la mia attenzione pittorica.
Alcuni lavori sono nati, soprattutto negli anni ’90, dalla spinta emotiva del mio lavoro di ricerca come matematica. Un collage, ad esempio, è nato in un momento di intenso lavoro matematico e la composizione grafica che ne è derivata contiene il segno della frenetica corrispondenza via fax con un collega, che portò alla produzione di vari articoli scientifici. Il lavoro sui semigruppi numerici, argomento di ricerca matematica più gentile, mi ha portato invece alla creazione di un collage con fresie.
I ritagli di giornale o le pagine di testi scritti mi sono parsi una buona intelaiatura di base per far crescere campi arati o filari di vigna, identificando due diverse opere dell’uomo: le linee parallele delle righe di un testo e i solchi segnati con l’aratro su un campo o una piantagione ordinata.
Proprio l’accostamento tra elementi naturali e manufatti umani mi ha portato a rappresentare i rami degli alberi con striscioline di carta di giornale e poi ad aggiungere stoffa, piume, trina. La trina in particolare ha un ruolo centrale in alcuni miei lavori del 20-21. Il collage su cartoncino, con i versatili colori acrilici, usati talvolta come velature e a volte come coperture uniformi, mi ha permesso di usare questo materiale.
Un personaggio fantastico, né uomo né donna, compare qua e là nei miei quadri. L’ho chiamato Argenio. È nato in uno dei miei primi esperimenti di stampa e poi si ripresenta in lavori molto recenti.
Mostre:
1998 Tre lavori sono stati esposti nel Museo-laboratorio di Arte Contemporanea di Sapienza nell’ambito di Homage to Escher. I lavori sono stati poi pubblicati nella rivista on line Leonardo.
2020 Mostra personale a carattere antologico a favore di Ryder Italia Onlus.
2022 Mostra a due voci con Evelyne Baly a favore di Ryder Italia Onlus.
2023 Mostra a due voci con Mimma Leonori presso la galleria Papini, Ancona.